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Archive for settembre, 2013

DI DOVE SIETE di Evghenji Evtushenko

Posted by on lunedì, 30 settembre, 2013

E’ l’invito sofferto a mantenersi fedeli alle proprie origini anche nel mondo contemporaneo, dove la facilità delle moderne comunicazioni permette di volare da un posto all’altro e anche di dimenticare. Nello stesso tempo l’esortazione a ricordare di essere russi non ha niente a che vedere con l’orgoglio patriottico: proprio chi sa portare dentro di sé intatto, dovunque egli vada, il senso della propria terra, della propria lingua, delle proprie radici, può riconoscere anche negli altri, a qualsiasi popolazione essi appartengano, questa stessa virtù, che sola permette di diventare
compagni.

Tu che sei nato nella steppa,
ricorda la steppa,
la tajgà ricorda,
tu che sei nato nella tajgà,
e di giorno e di notte,
tra quattro mura e all’aperto,
se non vuoi
che presto
o tardi
la ragione di tanti mutamenti
prenda l’aspetto dell’infedeltà.

Crepi pure d’invidia il ministro
o il conciateste,
ma tu
nel paese più remoto
ricorda il villaggio nativo,
ricorda quella spanna di terra.
Del resto, anche il ricordo. ..
è vero,
non ti scordi i parenti
e la natura
e scrivi ogni tanto poche righe,
ma, dà, confessa davanti a tutti:
da quanto tempo non ci metti piede?
Confuso rispondi:
“Ci andrò quest’estate”,
sapendo tu stesso che non dici il vero.
Ai parenti una scatola di dolci,
e tu, via di corsa, sul Mar nero.
Ma che fortuna
ti sei fatto vivo!
No, non mi piace la leggerezza
con cui si salta da un aereo all’altro.
Guarda quel tale, per esempio. ..
Scrive febbrilmente. Ricciuto di capelli,
scrive ricciuto e tuba con voce soave
nel microfono.
Non fa che vorticare
come uno scoiattolo
dall’India al Belgio all’Egitto. ..
Un momento,
ma dove sarà nato?
Ha già in tasca il visto per Marte,
ma da quali monti viene, da quali fiumi? 
Non ci vorrebbe il passaporto per sapere 
dove un uomo è nato. 
In alto mare o nelle sale di concerto,
l’aroma dobbiamo portare e il sapore d
della nostra terra.
E non deve mancare nell’insonne lavoro, 
nel pugno, nel passo, nello sguardo, 
nella lingua vivace e screziata.
Vi si senta lo stormire degli abeti, 
vi si senta il respiro dei ciliegi, 
sempre mi rallegra la parlata ucraina, 
mi rasserena l’accento di Siberia. 
Non è il caso di stupirsi troppo: .
“Dio, ma senti che pronuncia! “
conta soltanto avere un accento,
sia tu un operaio o un professore.
………
Eppure, se il paese di tuo padre
è lontano, abbi pietà di te stesso:
sei come un ramo nero e secco,
staccato da un albero vigoroso.
…….
Russia, 
tu m’hai insegnato,
con le tue modeste
e grandi imprese,
che non m’hai dato il titolo di “russo”
perché me ne facessi vanagloria.
Ma perché compagno mi fosse
e amico il polacco o l’uzbeko,
l’àvaro o l’ebreo,
solo che fosse un uomo onesto.
Tu non offendi nessuno,
tu sei per il mondo
la sua coscienza,
e alI ‘America,
alla Francia,
auguri
ogni fortuna.
Sto male, mi rattrista
e dentro m’avvampa un furore sacro
quando si vantano d’essere “russi”
con cattiveria tutt’altro che russa!

Artista: Lapsih Nikolaj

 

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La foglia di Giacomo Leopardi

Posted by on lunedì, 30 settembre, 2013
Poesia di Giacomo Leopardi
La foglia
Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu? Dal faggio
là dov’io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
dal bosco alla campagna;
dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
vo pellegrina, e tutto l’altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,.
dove naturalmente.
va la foglia di rosa, ‘
e la foglia d’alloro.
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, UN PARERE IN MERITO ALLA PORNOGRAFIA di Wisława Szymborska

Posted by on domenica, 29 settembre, 2013
Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.

Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo ditemi scabrosi,
fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.

In pieno giorno o a notte fonda
si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.

Preferiscono i frutti
dell’albero vietato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – particolari frasi
segnate con l’unghia o a matita.

È spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità
l’intelletto riesca a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.

Durante questi convegni solo il tè va in calore.
La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.

Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola liberamente nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
si avvicina alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo in strada.

da “Ludzie na moście” [Gente su ponte], 1986

Dipinto di Vittorio Bustaffa

Post di Annamaria Di Ciommo

[Głos w sprawie pornografii

Nie ma rozpusty gorszej niż myślenie.
Pleni się ta swawola jak wiatropylny chwast
na grządce wytyczonej pod stokrotki.

Dla takich, którzy myślą, święte nie jest nic.
Zuchwałe nazywanie rzeczy po imieniu,
rozwiązłe analizy, wszeteczne syntezy,
pogoń za nagim faktem dzika i hulaszcza,
lubieżne obmacywanie drażliwych tematów,
tarło poglądów – w to im właśnie graj.

W dzień jasny albo pod osłoną nocy
łączą się w pary, trójkąty i koła.
Dowolna jest tu płeć i wiek partnerów.
Oczy im błyszczą, policzki pałają.
Przyjaciel wykoleja przyjaciela.
Wyrodne córki deprawują ojca.
Brat młodszą siostrę stręczy do nierządu.

Inne im w smak owoce
z zakazanego drzewa wiadomości
niż różowe pośladki z pism ilustrowanych,
cała ta prostoduszna w gruncie pornografia.
Książki, które ich bawią, nie mają obrazków.
Jedyna rozmaitość to specjalne zdania
paznokciem zakreślone albo kredką.

Zgroza, w jakich pozycjach,
z jak wyuzdaną prostotą
umysłowi udaje się zapłodnić umysł!
Nie zna takich pozycji nawet Kamasutra.

W czasie tych schadzek parzy się ledwie herbata.
Ludzie siedzą na krzesłach, poruszają ustami.
Nogę na nogę każdy sam sobie zakłada.
Jedna stopa w ten sposób dotyka podłogi,
druga swobodnie kiwa się w powietrzu.
Czasem tylko ktoś wstanie,
zbliży się do okna
i przez szparę w firankach
podgląda ulicę.]

 
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Amelia Rosselli (dal poema La Libellula)

Posted by on domenica, 29 settembre, 2013

«Fluisce fra me e te nel subacqueo un chiarore che deforma, un chiarore che deforma ogni passata esperienza e la distorce in un fraseggiare mobile, distorto, inesperto, espertissimo linguaggio dell’adolescenza! Difficilissima lingua del povero! rovente muro del solitario! strappanti intenti cannibaleschi, oh la serie delle divisioni fuori del tempo. Dissipa tu se tu vuoi questa debole vita che non si lagna. Che ci resta. Dissipa tu il pudore della mia verginità; dissipa tu la resa del corpo al nemico. Dissipa la mia effige, dissipa il remo che batte sul ramo in disparte. Dissipa tu se tu vuoi questa dissipata vita dissipa tu le mie cangianti ragioni, dissipa il numero troppo elevato di richieste che m’agonizzano: dissipa l’orrore, sposta l’orrore al bene. Dissipa tu se tu vuoi questa debole vita che si lagna, ma io non ti trovo e non so dissiparmi. Dissipa tu, se tu puoi, se tu sai, se ne hai il tempo e la voglia, se è il caso, se è possibile, se non debolmente ti lagni, questa mia vita che non si lagna. Dissipa tu la montagna che m’impedisce di vederti o di avanzare; nulla si Può dissipare che già non sia sfiaccato. Dissipa tu se tu vuoi questa mia debole vita che s’incanta ad ogni passaggio di debole bellezza; dissipa tu se tu vuoi questo mio incantarsi, – dissipa tu se tu vuoi la mia eterna ricerca del bello e del buono e dei parassiti. Dissipa tu se tu puoi la mia fanciullaggine; dissipa tu se tu vuoi, o puoi, il mio incanto di te, che non è finito: il mio sogno di te che tu devi per forza assecondare, per diminuire»

Amelia Rosselli 
(dal poema La Libellula)

 

 

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Irène Némirovsky (da “Il calore del sangue”)

Posted by on domenica, 29 settembre, 2013

«Ma perché arrivi (intendo un amore autentico, onesto e sano) la cosa migliore è non pensarci troppo, non invocarlo. Altrimenti ci si inganna. Si mette la maschera dell’amore sul primo e più rozzo dei volti.»

Irène Némirovsky
(da “Il calore del sangue”)

 

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Kasturi Narayana

Posted by on sabato, 28 settembre, 2013

Narayana Kasturi ( 25 Dicembre 1897 – 14 agosto 1987) Egli è ricordato da molti come un grande visionario che ha promosso la fraternità umana e del multilinguismo .

Ha conseguito la sua laurea in legge , e il suo Master in Arts presso l’University College , Trivandrum , India . [3 ] “Dopo la laurea all’età di 21 anni, ha inciampato su un annuncio per il posto di un docente di un Liceo nella città di Mysore “. [2 ] Ha acquisito la posizione . Dopo alcuni anni , Kasturi ha cominciato a “seriamente contemplare una carriera nella legge “. [ 2 ]
Intorno al 1928 ha prestato servizio come docente di collegio del Maharaja di Lettere ( affiliato all’Università Mysore ) . [2 ] È stato il segretario del Ramakrishna Mission Sri a Mysore per oltre diciassette anni. Durante questi anni entra in contatto con Sri Siddharudha Swami , Sri Ramana Maharshi , Sri Meher Baba , e Sri Narayana Guru , ed è stato avviato in Japam da Mahapurushji , il discepolo diretto di Sri Ramakrishna Paramahamsa [3 ] Ha incontrato Sathya Sai Baba in . l’ anno 1948 a Bangalore . [2 ] nel suo primo incontro con Sathya Sai Baba , Sai Baba correlato ” ” Dopo avere lasciato l’università , resta con me . È possibile scrivere La mia biografia . ” ” Io? ” Rispose Kasturi . ” Sì , ti dirò chi consultare per ulteriori dettagli – genitori, fratelli , parenti , vicini, insegnanti, ecc farò anche aiutare . ” Era luglio 1948 “. ​​[2 ] Ha iniziato a scrivere la vita di Sathya Sai Baba e lo pubblicò come Satyam Sivam Sundaram Parte I. [4 ] In seguito divenne il direttore della rivista del Sathya Sai Organization , chiamato Sanathana Sarathi .
Nel 1949 , ” un Ordine Università inviato signor Kasturi al Collegio Intermedio , Davangere come il suo principale “. [2 ] Kasturi rimase per cinque anni e poi si ritirò . [2 ] “Quando è andato in pensione nel 1954 con pensione un intero anno , Swami ( Sai Baba ) ha suggerito che andare in pellegrinaggio spirituale India del nord prendendo la madre e la moglie insieme “. [ 2 ]
Nel 1956 , Sathya Sai Baba ha suggerito , e nonostante la riluttanza di Kasturi , ” lo ha convinto ad accettare l’offerta di un posto di produttore di programmi per la nuova costituzione All Stazione Radio India , Bangalore “. [ 2 ]
Kasturi apprezzato il post immensamente , e ” nel corso di una visita a Bangalore nel 1958 , ( Sathya Sai Baba ) lo vide ( Kasturi ) presso la residenza del signor Vittal Rao e disse:” Ora , si deve lavorare a Puttaparthi . Una rivista mensile inizierà presto . Indovina ! Come si chiama ? ” ” Nei primi giorni di Sanathana Sarathi , senza alcun aiuto professionale o esperto di qualsiasi tipo , sia in scrittura e la modifica per la stampa , incolla e parcellizzazione , è stata una tremenda responsabilità per Professore Kasturi per garantire che il problema, impeccabile in ogni suo aspetto , ha raggiunto i lettori in tempo “. [ 2 ]
La signora Geeta Ram , che ha guardato e ha giocato con il professor Kasturi come una piccola ragazza in quei giorni , ricorda, ” L’intero processo di tipo di impostazione si sarebbe ripetuto tante volte . Dopo che i fogli sono stati stampati , l’inchiostro sarebbe ancora bagnato. . avrebbero poi essere diffuso in tutto il pavimento a secco, in modo che l’inchiostro non sarebbe striscio più tardi , le pagine sono state accuratamente raccolti , spillati insieme , imballato e affrontati in preparazione per l’invio – . tutto fatto a mano Anche se ci sono stati alcuni volontari per aiutare lui , mi ricordo il professor Kasturi fare tutti questi lavori , mese dopo mese , per tanti anni . Questa era veramente il suo lavoro di amore per Swami ( Sathya Sai Baba ) “. [ 2 ]
Come autore [ modifica]

Kasturi autore dell’opera Satyam Sivam Sundaram ( ” La vita di Sathya Sai Baba ” ) , [5 ], che è stato tradotto in inglese come Verità, Bontà , Bellezza . La prima parte del libro è stato pubblicato nel 1960 . [6 ] Come Kasturi Stati, “è la storia del Signore , venuto in forma umana ” . [ 7 ] Il primo libro copre i primi 34 anni della vita di Sathya Sai Baba.Kasturi afferma che egli ha scritto circa i primi anni di vita di Sai Baba sulla base di informazioni raccolte da Pedda – Venkapa Raju ( padre di Sai Baba ) , Seshama Raju ( il fratello di Sai Baba ) e gli insegnanti delle scuole in Bukkapatnam e Uravakonda , dove Sathyanarayana Raju ( Sai Baba ) è stato uno studente . La seconda parte del libro è stato pubblicato nel 1968 [ 6 ] e ha chiuso il primo volume di ” Satyam Sivam Sundaram ” . Kasturi afferma che ” dieci anni ricchi di eventi aveva pass ( ndr ) ” tra le pubblicazioni di parti tre e quattro . [8 ] Il secondo volume ( e completo ” Satyam Sivam Sundaram ” ) è stato pubblicato intorno al 1980 . [ 9 ]
” ” Non era un uomo qualunque , uno studioso per eccellenza e uno scrittore senza pari “, afferma Anil Kumar ” [2 ] di Kasturi . Ha anche dimostrato il suo talento di scrittore in lingua Kannada , soprattutto come un umorista come la sua scrittura era pieno di umorismo e conteneva molti scherzi . Ha scritto più di 1000 articoli . Secondo alcune fonti , ha chiamato la stazione di Mysore Radio ” Akashavani ” mentre lavorava per Gopalan . [2 ] Narayana Kasturi tradotto il famoso romanzo Malayalam Chemmeen in Kannada . N Kasturi ( a volte indicato come Na . Kasturi ) è stato un collaboratore della Koravanji .
Koravanji , che ha lanciato il Giorno Ugadi nel 1942 , ha avuto una tiratura di quasi due lakh ( duecentomila) . Rashi stesso ha scritto la colonna ” Koravavalokana ” , ed è stato responsabile nel portare i talenti latenti di molti giovani scrittori alla luce. Alcuni nomi noti includono Kefa , Bulla , Aa . Ra . Se, Na . Kasturi , C.K.N. Raja, Girani Ramsami , e T. Sunandamma . Anche se la rivista cessò le pubblicazioni nel 1967 a causa di vincoli finanziari , molti dei suoi scrittori sono rimasti in campo . Riviste dedicate all’umorismo è venuto al mercato , ma nessuno sembrava abbinato il successo di Koravanji . [ 10 ]
“Le persone possono andare e venire , ci possono essere molti oratori e scrittori , un numero qualsiasi , in passato , numerosi nel presente e molti di più in futuro, ma nessuno può eguagliare Kasturi nell’arte di orazione e di narrazione . Suo stile poetico , nettarinelingua , convincente candore , e la sua voce dolce e tenera , affascinante e devoto … professor Kasturi è una leggenda , una personalità troppo straordinario per imitare o emulare , ” dice il professor Anil Kumar “. [ 2 ]
Secondo Lawrence A. Babb , praticamente tutti gli account esistenti di vita di Sai Baba erano basate sugli scritti agiografici di Narayana Kasturi . [ 11] Nel 2000 , un resoconto molto dettagliato dei primi 24 anni di vita di Sathya Sai Baba è stato pubblicato . [ 12 ] l’autore ha dichiarato che era ” eternamente grato al professor N. Kasturi , il primo biografo ufficiale di ( Sai) Baba . in ogni fase , il suo opus magnum , Satyam Sivam Sundaram , ha servito come un percorso nella vita di ( Sai ) Baba “. [ 13 ]
Autobiografia di Kasturi . intitolato Amare Dio : ottantacinque anni sotto l’occhio vigile del Signore .

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Questa è la Voce che sull’orrendo tonfo….. di N. Kasturi

Posted by on sabato, 28 settembre, 2013

Questa è la Voce che sull’orrendo tonfo d’una lama sullo scalpo
e sul sibilo delle frecce dell’odio si levò,
per insegnare ai nemici che l’uccisore non uccide,
che chi agonizza non muore.

Questa è la voce che ha distillato i fluttuosi flutti,
audaci ribelli alla bonaccia.

Questa è la Voce che, come dolce melodia di flauto,
attrae il mite, il potente e il superbo ai Piedi del Pastore.

Questa è la Voce che qual eco vibra sui monti,
qual fremito raggrinza le dune del deserto.

Questa è la Voce che risuona tra le infime vallate del Tempo,
tra l’eterna volta celeste disseminata di stella,
tra le grotte del seno materno e della tomba.

Questa è la Voce che ascoltiamo quando dentro di noi regna il silenzio,
o la disperazione ci ottenebra, o i legami del cuore si spezzano,
o sorge l’aurora della Saggezza.

Questa è la Voce che soave tintinna nel tempio dell’io più ascoso.

Questa è la Voce che spinge al volo l’implume,
sollecita la scissione cellulare, istiga il turbinio dei mesoni,
risveglia nell’erba il verde, eccita la fantasia cromatica del pappagallo.

Questa è la Voce che offre il miglior consiglio
e riempie la fede di chi abbattuto langue.

Questa è la Voce per la quale i saggi si sono affannati;
è la Voce che porta al mare il torrente,
che, vero balsamo, sommerge di notizie liberatorie
i viottoli dalle lapidee difese.

Questa è la Voce della Madre che coccola i suoi bimbi,
ormai nauseati di consolarsi con le bambole.

Questa è la Voce del Padre, che, franco e deciso,
esorcizza paure e fragilità.

Questa è la Voce del Maestro, che, luminoso e cordiale,
a noi rivela chi siamo.

Questa è la Voce che, udita o no, quando tutti ci lasciano,
sussurra all’orecchio che stiamo partendo.

Questa è la Voce ch’è zampillata dal nulla
quando tu ed io eravamo di pietra!

Questa è la Voce che ci ha destati e messi in marcia
dall’albero al troglodita!

Questa è la voce che ci accompagna,
ci guida dal grembo della madre ai sacri Piedi del Padre!

Questa è la Voce della Vittoria,
lo squillo della tromba della Speranza.

Questa è la Voce della Grazia,
di quel Dio ch’è venuto Uomo fra gli uomini!

(N. Kasturi)

 

 

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