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Archive for dicembre, 2013

– Chi ha spento la luce – di Stefano Drakul Canepa.

Posted by on mercoledì, 25 dicembre, 2013

 

 

 

 

 non ricordo più

chi ha tradito la luce

e le notti buie (D)

 

 

 Chi ha spento la luce 

poi se n’è andato via per sempre,

senza ricordarsi delle piccole cose

lasciate appassire fra i vicoli ciechi

 

 

Chi ha voluto la porta socchiusa

ha dimenticato di pagare l’acqua 

per i pochi germogli ancora vivi

tra le foglie di un gelido dicembre

 

 

Rami in controluce fra i tramonti 

appena illusi alle ansie delle notti,

attendono luna per tremare ancora

una carezza sul viso delle stelle

 

 

Chi ha chiesto perdono

non sapeva di quell’ultimo respiro

esalato piano nel silenzio della sera

quando l’aria è una morte breve

 

 

Senza una parola da appendere

 

Nel buio della stanza.

 

 

 

 Stefano Drakul Canepa,

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Lento si sdraia l’inverno di Elena Deserventi

Posted by on domenica, 22 dicembre, 2013

Lento si sdraia l’inverno
nel tempo ch’è suo.
Ammanta di neve la terra
la sparge di brina filata 
la stringe in abbracci di ghiaccio
signore di un mondo di gelo
reale … .con aspetto fatato…
I rami si tendono irti
in cerca di verde e di canti.
Rimangon delusi in attesa…
Tra vite ammaliate dal bianco 
s’insinuan sussurri soffiati
“La notte….s’accorcia……il giorno
ha un filo di luce …men breve.”
E fremon le vite nascoste a difesa.
Il buio amico sicuro del verno
non dubita di vincere il giorno.
Il superbo terribil regnante
protegge nolente 
il risveglio silente.
A scorno fogliette in breve affiorate
cip cip in rantoli di nevi morenti
poi timidi fiori di prati e di balzi
in lotta con torbidi vortici
di ghiacci solventi
e venti incombenti.
Non dura per sempre
un potere in Natura.
Il giusto equlibrio del tempo a misura
Difende la vita del mondo .
Gli uomini vedono e non sanno imparare
I potenti si credono eterni
E finiscono in panne….
Eterno inverno di un genere cieco.

Elena Deserventi

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– Intorno trema il vento – di Stefano Drakul Canepa.

Posted by on venerdì, 20 dicembre, 2013

Sai che intorno trema il vento
e sugli sguardi senza più perdono
una piccola lacrima esita una luna
incredula per tanta tenebra perduta 

Sai che il mondo non evapora
i suoi percorsi ingordi tesi a favola
e attende una promessa per tradire
gli anni spesi a nuvola in un gorgo 

Le luci sono poche ed ora il giorno
non sa di avere ore per sognare
la sera e le sue voglie di conflitto
fra i cieli scesi a predicare il male 

Sai che a volte il buio evapora
e l’oscurità che prima amava il mare
ora venera i lenti contorni scuri
di un tempio perduto nel maestrale

È il vento che soffiava una carezza

ed ora stringe la terra nel dolore.


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RIEN NE VA PLUS di Elena Deserventi

Posted by on giovedì, 19 dicembre, 2013

Non ci sei più accanto a me
senza un perchè 
e ti sei rubato 
molto di me.
Sono arida come un ramo d’inverno
triste come un giardino spoglio
sconosciuta al mio cuore
ruvida come uno scoglio.
A pezzi disgregati….
Mi chino e mi raccolgo
il cuore qua
la mente là
il corpo qua e là.
Rappezzata ,ricomincio a vivere 
anche senza speranza
certo senza paura.
Sto insieme così 
precaria
nella mia stabilità
che nessuno 
può godere 
o volere
farmi soffrire ancor d’amore.
Intera ma insensibile
e refrattaria.
Rien ne va plus.

Elena Deserventi

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– Il tempo non è un Dio – di Stefano Drakul Canepa

Posted by on lunedì, 16 dicembre, 2013

– Il tempo non è un Dio –

 

 

 

 

 

 

 

 

 il tempo scorre

ma non è fuoco spento

questo diverbio (D)

 

 

 

 

 Il tempo non sana ogni dolore,

se non forse qualche ferita antica

regalata dal sogno alle sue aurore

di vento e di nostalgia malata 

 Le parole non devono all’amore 

nulla se non il pegno del rimpianto

nell’attesa dorata di un inganno.

Le nuvole non hanno più stupore

 Gli anni non trascorrono per nulla,

segnano i passi, i percorsi amari

fatti di terra e di germogli neri

sbocciati sulla roccia a tarda sera

 

 

I nuovi fiori nascono già morti,

nemmeno illusi dalle labbra opache

tenute vive dalla vanità dei giorni

incisi a fuoco sui sigilli del cuore

 

 

Il tempo non è mai stato un Dio

 

che rincorre il suo mito fra le stelle.

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I CRISTALLI di Nino Castorina

Posted by on lunedì, 16 dicembre, 2013

 

Ed eccomi qui. Dall’altra parte della vita. Ancora un cristallo alto e spesso mi separa dall’altra metà passata.

E’ trasparente, invalicabile, inscalfibile Mi permette di vedere attraverso, ieri. Pur riuscendo a percepire gli altri, quelli di un passato, non troppo lontano.

Rimango dietro a questi cristalli, inerme. Cerco di non voltarmi indietro. Inutilmente. Ho un grande spazio davanti, aperto, infinito… Già, infinito…. L’infinito è il cielo, il tempo siderale, le stelle.

Ma l’infinito in me, non esiste. Come a nessuno.

Annaspo la vita con la bramosia di un bambino. Mi sorregge l’amore che ho dentro, ia speranza. Quella di poter vivere allo stato brado. Con te.

In quella prateria che mi hai offerto, senza voler nulla in cambio. Se non quella, di posare le tue labbra, nell’ultimo bacio.

 

 

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– La sensibilità dei giorni – di Stefano Drakul Canepa

Posted by on lunedì, 16 dicembre, 2013

– La sensibilità dei giorni –

 

 

 

 

 

 

 

 

sogna il mio cuore

dimentica fra i giorni

le stelle nere (D)

 

 

 

 

 La sensibilità dei giorni 

non si misura con la sabbia,

il tempo non è una clessidra

che soffia il vento con la nebbia

 E le parole mute esplodono

come un malore sulla pelle,

le fate mentono la loro notte

se l’orizzonte è buio fra le ombre

 

 

Cercami ancora fra i dolori,

i cuori spenti hanno più calore

se il nulla sembra fuggire via

dai pochi sogni evaporati al mare

 

 La nostalgia dei colori

non si combatte con la gioia,

la terra non è una vera gemma

che riflette la luce della luna

 

 Tremami ancora in una nota,

 danza che esita in una stella vuota.

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Italo Calvino (Il sentiero dei nidi di ragno)

Posted by on sabato, 14 dicembre, 2013

«Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. »

Italo Calvino
(Il sentiero dei nidi di ragno)

 

 

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– Tredici segreti – di Stefano Drakul Canepa

Posted by on venerdì, 13 dicembre, 2013

Tredici le ombre di dicembre,
tredici le lingue di fuoco ormai tradite,
niente da sperare sulla terra degli inganni
con il debole chiarore a far da riva

Tredici le spine, ferite da sanare 
che squarciano la pelle in un lembo d’oro,
tredici parole da pronunciare in coro
quando la luna sussurra una vendetta

Fiori d’elleboro sbocciati al fiato nero,
il vento dei veleni non sa di fare il male
consuma le sue danze nel silenzio
di un’alba troppo gelida per consolare

Tredici le morti nel giorno del giudizio,
perduto ormai il rintocco sul volo degli altari
saranno grandi ali a mietere perdono,
l’inverno che ora attende una vergogna

E tredici segreti per perdere il respiro. (D)

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IL RESTO E’ METALLO ROVENTE, LAVA DI CIELO di Piero Partiti

Posted by on giovedì, 12 dicembre, 2013

Le presenze d’assenze

sciolgono il tempo:

«Il fiato si stringe

come un vestito sbagliato»;

s’inchina la notte

a leccare i piedi del giorno

senz’ansimare di fiori,

tremori al colmo del miele.

 

Légati i polsi a capocchie di spilli;

le mani aperte sembrano

uno sberleffo di Renoir:

esiste un discorso interrotto.

Sangue e sete saranno

salario da fame, lo scansare

ironico del male, un’inezia di neve.

 

Poi, hai voglia a rammendare

coperte di baci;

tace il risvolto dei cuscini

a stanare un diesis impreciso

«Gli specchi riflettono ombre

d’incontenibile luce»:

come può volare il sogno

se ha sete di sogni?

 

Allora dite male di me;

non conosco èmostasi di bene

o spazzacamini puliti:

solo la pietra si concede

al lusso di lacrime vuote.

Il resto è metallo rovente,

lava di cielo.

 
Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

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