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Archive for gennaio, 2014

Ancora una volta … di Nadia Pascucci

Posted by on martedì, 28 gennaio, 2014

Ancora una volta …
ti cerco
tra le vette più alte della montagna
dove l’aria si distende
senza far rumore
e sfiora il tuo volto
tra respiri di labbra

Ancora una volta…
ti sento
nella complicità della notte
mentre baci dolcemente
i miei capelli e accarezzi
la mia pelle tra profumi
di rose appena sbocciate

Ancora una volta…
mi illumini 
tra brividi assetati
e fuoco che divampa
e mi riscopro leggera
abbracciata in un valzer d’amore

Ancora una volta..
cingo il mio cuore al tuo
tra papaveri che al tramonto 
sussurrano note che attraversano l’anima
e lasciano impronte di amore
e scritte ti amo con spiragli di sole……

Nadia Pascucci @

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Voce del cuore di Nadia Pascucci.

Posted by on martedì, 28 gennaio, 2014

Vagabonda e libera
erro in un tramonto vestito di rosa
tra nuvole che baciano il cielo
e pensieri di amore che 
volano come farfalle
Ti sento camminare dentro
in stormir di rami e fruscii di foglie
in un afflato di sensazioni 
che mi attraversano il corpo
Ti cerco tra suoni e armonie
lungo argini di una certezza
per giungere a te 
dentro la tua anima
toglierti il respiro e viverti
Sciolti i capelli
tra lenzuola di mussola di cotone
sbocciano
teneri e profumati fiori
irrorate di vento 
Spolverano pensieri
riempiono spazi aperti 
e tutto risplende 
in dolce mormorio
Sfioro sogni ad un tuo sorriso
sciolgo le mie emozioni
sotto la romantica luce
della luna che riscalda
riempendoci di noi
e muoio in baci di cannella
tra frizzanti e fresche note
che restano sulla pelle
vulnerabili 
ad ogni soffio dell’anima
Nella mia testa
un via vai di fantasie
mentre mi accarezzi la mente
appesa su una nuvola.
Sei amore
Il battito più forte
Il più bello…il più vero
e tra meravigliosi arcobaleni
e sguardi che si incrociano
intravedo il paradiso 
in sospiri e profumi di vita …

Nadia Pascucci @

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– Al pianto e alle maree – Stefano Drakul Canepa.

Posted by on venerdì, 24 gennaio, 2014

Temo i miei pensieri oscuri
e fragile la strada sul percorso
che ha ucciso la tela a mezzo inverno.
Le chele che gremiscono il coraggio

Tremo i miei destrieri senza notte
e deboli i lenti ferri che fanno dell’inferno
un cupo orgoglio da evitare,
altare di cento primavere ottuse

Il sangue caldo è già stato versato
sui germogli vivi di elleboro
e simile ai rimorsi questo cielo
già nudo delle lune a volo intero

Credi nei miei segreti sogni
è il sussurro degli ingordi Dei sovrani,
gli Antichi che piangevan sorti ed ere
sul velo delle piogge ricamate

Già consacrate al pianto e alle maree (D)

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Doglia di veleno di Stefano Drakul Canepa

Posted by on venerdì, 24 gennaio, 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

brevi dolori

sottomessi alle doglie

del cielo scuro (D)

 

 

 

 

 

 

 

Le illusioni della luce erano brevi,

duravano lo spazio di un’aurora nera

e nemmeno intera nella sua parvenza 

di cielo aperto al cuore che respira

 

 

Bionde foglie lucidate dai venti fragili

che spazzavano pianura e pensieri,

leggeri sogni vissuti in contro tempo

fino alle parole, sedate a specchio

 

 

Le maledizioni del buio erano grevi,

rituali incisi nella pietra dei ricordi

e poi lasciati soli a decantare il male

dove la terra non perdona le sue lune

 

 

Scuri rami in cerca del loro tramonto,

appena acceso e poi subito ucciso

per non naufragare nel mare della sera.

Perlato smalto intinto in bruma spoglia

 

 

Doglia di veleno partorita dalla notte.

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CON UN PENSIERO SOLO di Angelamaria Intruglio

Posted by on domenica, 19 gennaio, 2014

Con un pensiero solo nella mente
vivere come chi mendica amore.
Solo una martellante sinfonia
che a lungo andare logora la vita.

Poi all’improvviso senti una voce ..
ti scuote , ti strattona ,ti risveglia
e tu cominci a ritornar fra i vivi
e pensi inebetita…ma dov’ero?
Che mi e’ successo?
Sono ancora io ,ma dove mi ero persa?

Sei ritornata amore,
appena in tempo !

Stavi per sprofondare in un abisso
da dove difficilmente si ritorna
e là mi avresti incontrato 
Dio sfinito 
nella brumosa scia del mio morire..

di Angelamaria Intruglio
raccolta-poesie Angela
tutti i diritti riservati
[email protected]

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*RICONOSCO LA TUA ANIMA* di Angelamaria Intruglio

Posted by on sabato, 18 gennaio, 2014

Due mani strette
un bacio dolce e vero
avvolgono come seta
l’anima tua.

Il freddo della mano
menzognero 
Nasconde come neve sul vulcano
Il fuoco che d’amore ti consuma.

La meta 
va raggiunta senza fretta
affinità di anime pulite
soffuse nel respiro dell’amore.

Onde del mare
orgasmi di natura
stelle cadenti sono i desideri
riposti dentro scrigni immaginari.

Fuoco dell’Etna 
bacia le vallate
ogni profumo 
primavera espande.

E come vita
in sua placenta chiusa
aspetta un ciclo
a respirare l’aria,
così l’amore 
chiuso nel tuo cuore
esplode come fulmine nel cielo 
se la sua mano cerca quella tua
e riavvia all’unisono
i battiti del cuore.

di Angelamaria Intruglio
raccolta-poesie Angela
diritti riservati
[email protected]

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Aliti di cielo di Stefano Drakul Canepa.

Posted by on giovedì, 16 gennaio, 2014

– Aliti di cielo –

 

 

 

 il cuore ingombro

nelle aurore di follia

negata al sole (D)

 

 Aliti di cielo a cuore ingombro,

il vuoto non è indenne dal peccato

e stride vento per non cadere ancora

fra tante gocce di pioggia già malata

 

 

Segni nella terra da dimenticare

e sull’altare dei sogni appena accesi

la fretta dei ricordi sussurrati in volo

da un fiume troppo lento per il mare

 

 

Calore dei dolori già sacrificati

ai giorni di dolcezza disegnata lieve

e tarda sera per arrivare a luna,

nube su nube, come se fosse cuore

 

 

Fremiti di vespro a buio ingordo,

la tenebra non sa che può far male

a chi conosce il sole e poi ha vissuto

nel limbo dei rimpianti a velo intatto

 

 

La luce non ha mai promesso amore

 

Nemmeno nelle albe più lontane.

 

 

 Stefano Drakul Canepa,

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– Di una luna fragile – di Stefano Drakul Kanepa

Posted by on lunedì, 13 gennaio, 2014

 

 

 

luna e silenzio

il cielo maledetto

prima dell’alba (D)

 

 Prova a pensare al freddo lembo,

alle mattine di aurora e vento

spezzate dalla pioggia di novembre,

alle parole aride sacrificate al mare

 

 Le prime luci sporche andate a nozze

con il gelo dei rimorsi dell’inverno,

lucido ricamo di un veleno nero

mai sussurrato ad altri che a se stesso

 

 Prova a sentire il graffio del silenzio,

sangue di cielo riflesso in una nube

carica d’acido e polvere del nord,

fatato ingrato degli antichi spettri 

 

 Le ultime ombre sussurrate a notte

col sogno del tramonto in tasca,

annuncio di burrasca al temporale

maledetto dai primi segni oscuri 

 

 Di una luna fragile, senza più respiro. 

 

 

 Stefano Drakul Canepa,

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NON E’ COSA PERDERSI NEI LABIRINTI DI SALE di Piero Partiti

Posted by on lunedì, 13 gennaio, 2014

Silenzio di cera

in questa notte

senza fiato di vento,

abbandono di terra.

Si leggono parole,

accenti

sino a confondere le cose,

a lambire orli

strappati,

il respiro del tempo.

 

Ho sogni imprecisi,

immagini sfocate

nel controcanto del cielo:

prendimi la mano,

se vuoi

senza rimorsi di sogno,

noncuranze di baci.

Un incerto tremare

sfiora labbra

avide di sete.

 

Darsi la mano

è questione amara,

come il volo tentato

da uccelli di ghiaia

legati

a campanelli d’oro.

Scivola ignara

sabbia

nei deserti aridi

delle clessidre dei giorni.

 

Non è cosa perdersi

nei labirinti di sale

corrosi

d’ammoniaca blu;

il sangue,

rosso come vino,

ha parole di fame

singhiozzi inerti;

si commuove

questa notte

di biancospino.

 


Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

 

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– Lama nel centro – di Stefano Drakul Canepa

Posted by on giovedì, 9 gennaio, 2014

 

 

 

 lama nel cuore

il vento vola sempre

per non morire (D)

 

 

 Lama nel centro, affilata spira

che mente e promette luce

fino alla prima luna di confine

fra l’ombra e la carezza nera

 

 

Spada di rame fatta per rubare

l’anima dal viso di pelle e carne,

stella perfetta per non cadere

come corpo celeste nel dolore

 

 

Stiletto a punta forgiato ad arte,

scagliato al petto nelle notti scure,

le nubi son sottili per il rumore

di un vento freddo tarato a notte

 

 

Cuoio conciato per l’impugnatura,

duro sull’elsa per protegger mano

costretta a fingere carezza bruna

che un fiore morto ha regalato

 

 

Torto dei giorni appesi al cielo,

 

Fermano il cuore ancora in volo.

 

 

 Stefano Drakul Canepa,

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