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Archive for marzo, 2014

FOLLE PROFEZIA di Fabiana Persico

Posted by on sabato, 29 marzo, 2014
Oltre il muro del pianto c’è il tuo sguardo.

Sorriso d’ebano ad aprire una nuova alba.

Nel silenzio ti sento,
presenza assordante 
che naviga 
nei mari increspati dei miei pensieri.

Silenzio ..
Silenzio…

Invoco il silenzio nella mia mente
che si affolla di te 
e oltrepassa i confini sbarrati da ciò che è stato.

Trionfi mio malgrado,
guerriero di luce mi invadi.
Nella tua mano dichiaro la mia resa.

L’ assurda memoria di altri monenti combatte.

Ma tu scavi i miei occhi,
mi trovi colmando il silenzio
di colori propizzi.

Nell’ imperfetta parola Amore
mi Ami.
Nell’ imperfetto agire degli Amanti
mi trovi.

E MI DIVORI,
oltre le nebbie
oltre i dubbi
oltre il tempo
MI DIVORI.

Combatto invano
e a te mi arrendo.

Folle profezia di chi amò il suo nemico.

Guarda Amore
già si intravvede il paradiso in lontananza.
Guarda il mondo distrugge il suo inferno in questa stanza.

FABIANA PERSICO

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MI ABITI di Fabiana Persico

Posted by on venerdì, 28 marzo, 2014

Cessa la luce
e precipita il sole
in un scintillare di stelle ,
e cade ogni remora insieme a questa mia veste bianca .
Vestita di te accolgo la notte 
e non temo il buio ,
ne ogni tua sconosciuta e inattesa via .
Qui siamo animali notturni ,
lupi che cantano porgendo lo sguardo alla luna ;
niente temiamo 
e niente vogliamo 
aldilà di queste nostre mani 
che danzano al suono vivace del nostro sangue .
Qui siamo carne , respiro incessante .
Mi abiti ,
entri nelle mie stanze buie 
e accendi il fuoco in questo mio cuore
che si scopre anima sopra i nostri corpi stesi .
Mi baci 
e con le tue labbra mi liberi da questa austera maschera di carne ,
mi liberi da questa prigionia terrena 
e mi trasformi in vento ,
in mare ,
in cielo .
Chi non desidera questo Amore ?
chi non desidera essere salvata dal tempo?
chi non brama la libertà da questo corpo mortale ?
Ora sei Dio ,
e il tuo sangue nel mio sangue ,
colma ogni mancanza di questa vita terrena .
Sembri un santo mentre getti i tuoi occhi dentro i miei ,
e poi un demone che risale dagli inferi 
mentre mi prendi e celebri il carnale potere di ogni uomo .
Qui siamo TUTTO.
Qui siamo NIENTE 
e sembra un labirinto questo piacere 
che mi salva e mi uccide 
nel breve tempo di un bacio .

FABIANA PERSICO

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– Il segno – di Stefano Drakul Canepa.

Posted by on mercoledì, 26 marzo, 2014

Perché se le parole fossero stelle
sarei ancora in attesa della notte
e niente che non sia già pronunciato
avrebbe urlato ancora il mio veleno

Le nuvole nere cariche di pioggia
son acide di un velo troppo amaro
e il sogno che volevo già sospeso
nel tempo di una gioia da soffiare

È il vento che nel buio trova pace
e scioglie le sue ombre in una pace
che l’alba non nasconde fra le gocce
con il fiume in piena di disperazione

Perché se il dolore fosse un sole
avrei già spento tutte le vendette
e pallido un pensiero appena nato
sul bordo di un diverbio sconosciuto 

È il segno che nel vento trova luce. (D)

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LA STRADA DELLA BELLEZZA di Fabiana Persico

Posted by on martedì, 25 marzo, 2014

L’ Amore brucia la sua candela ,
trafigge il buio per consentirci l’ antico abbandono degli occhi.

Fiamma profonda,
per te dovrei comprare un nuovo cuore,
per te dovrei vendere le bocche bugiarde del mondo.

Nel tuo trionfo divento schiava,
schiava di ogni tuo divenire,
tu che consumi ogni vergogna,
e purifichi ogni nudità della carne.

Nel tuo fuoco si consumano tutte le paure del mondo,
e la tua fiamma ardente brilla 
e divora
ogni peccato .

In te ,il passato,giace confuso,
ed incredulo diviene niente.

Nell’ immediata presenza della tua bocca,
di te necessita ogni mio silenzio.

Mangio il tuo pensiero,
per evitare la tua assenza
e il tuo odore,in questa stanza,
diviene catena del mio piacere.

Nell’ osservanza festosa di ogni nostro silenzio, 
mi vesto di te 
e la mia nudità si va a vestire nei viottoli dei tuoi occhi.

Oh che piacere smarrirmi nella voluttà delle tue braccia .

Oh che piacere cederti me stessa in cambio dei tuoi occhi.

E’ dunque questo l’ Amore ?
è dunque cedere ogni vergogna ?
rinunciare ad ogni paura ?

Nella tua fiamma fallica proclamo la fine di ogni demonio,
e immolo il mio corpo ,
per conquistare l’ infinito piacere del mio spirito.

Questo è dunque l’ Amore ?

abbandonare ogni mio manicomio,
e darti la chiave di ogni mio mondo?

Senza alcuna apprensione ti cedo ogni impeto del mio comando ,
ogni mio pensiero,
ogni mia volontà.

E’ nel tuo lussurioso egoismo, la perdita di ogni mia solitudine ,
è nel mio sorriso incessante ogni tuo dovere.

Nella luminosità dei nostri corpi 
spegniamo il mondo ,
e tutto diviene bellezza in questa lenta strada .

FABIANA PERSICO

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ADAMO ED EVA di Fabiana Persico.

Posted by on sabato, 22 marzo, 2014

Dimentico ogni regola,
nella falsa verità della carne
e profumano di melo le tue labbra.
Dolce è il peccato dunque ?
Mentre i tuoi occhi guidano le dolci acque 
nel mio mare,
pare un tubare il sibilo del serpente.
Se il fuoco scorre fra le tue dita
e cade la tua anima ,
nella croce dell’ umana carne,
se la paglia si trasforma in grano,
è paradiso l’ inferno temuto.
Mi fermo sul tuo petto
e non mi appare cattiveria la Verità di Dio.
Che cosa sei tu se non luce ?
ed è polvere di stelle,
questo vivo, silenzioso, scintillare di corpi.
Non è in cielo ma dentro il mio grembo,
non è peccato ma vita.
Vomito l’ educazione di ogni peccato
e trovo la resa di ogni male nei tuoi occhi.
Mentre mi perdo ti trovo,
non è terrestre il nostro paradiso.

FABIANA PERSICO

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PRIMAVERA. di Fabiana Persico

Posted by on lunedì, 17 marzo, 2014

Si muovono i passi a spezzare il gelo,
la govinezza del mondo tradisce l’ incanto
di un sonno lungo del sacrificio di foglie
e di gelidi veli.

Il corpo del mondo si dischiude
e brilla il profumo fiorito di un nuova rinascita.

L’ ultimo sole dell’ inverno è tiepido
e culla ,con dolce nenia,
i nuovi figli
che ignorano presepi ma lodano rinascita.

L’ assurdo presagio di morte,
si veste di tiepidi venti,
e il paradiso manifesta il suo volto,
nell’ immenso coraggio dei prati
che con colonne di fiori,
innalzano al cielo
cattedrali di vita.

In questo grembo
è inutile l’ arroganza dell’ uomo,
inutili le sue bugie,
i suoi muri ,le sue bombe.
Nessuno può fermare questo grembo di Madre,
l’ Amore si muove 
con la pazienza dello sguardo di un vecchio,
con la leggerezza degli occhi di un bambino
e nei silenziosi pensieri del mondo,
ricostruisce le sue strade.

Il tempo modella e sconfigge se stesso
e la disgrazia della morte è solo un trastullo ,
in questa lusinghiera cattedrale dell’ Amore
chiamata PRIMAVERA.

FABIANA PERSICO

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IL TEMPIO DI KHNUM di Fabiana Persico

Posted by on sabato, 15 marzo, 2014

Mettiti accanto ai miei pensieri stasera,
smetti di abitare la mia mente,
lascia che canti il silenzio
e che il tempio del mio cuore abbandoni il crepuscolo.

Nessuno piangerà lacrime nella nuova alba,
offriremo a Khnum il tempo andato,
lasceremo affogare il passato
e con stupore accoglieremo il mattino.

L’ illusione del tempo è spietato aguzzino
e non conosce perdono per le menti che lo acclamano.

Ma il tempo,amore, è solo un cadavere parlante,
un attore in un vecchio teatro decadente,
che inneggia al destino,
che recita vite che non gli appartengono..

Ma guarda,guarda aldilà dell’ orizzonte,
dove al confine con lo spazio, il tempo si spezza
e resta solo il re dei cuori illusi,
di chi ricorda invece di vivere.

Perchè si può respirare , amore
ma essere morti.

Lascerò le case del tormento 
e abiterò altri luoghi,
luoghi propizi che non si piegano al tempo.

L’ amore è un anima viva, veloce,
che assale con spirito svelto, ogni ombra oscura.
Come ora ,
combatte parole gridate a dissacrare il mio Dio,
COMBATTE 
e schernisce il tempo,
corpo su corpo,
carne su carne,
e sacrifica giovinezza e disgrazie in un solo respiro.

Le tue mani, unite alle mie,
come angeli pietosi volano sopra il tempo
e mi dissetano con il tuo sapore di uomo.

Bocca su bocca;

Nel piacere dei corpi che gridano muti,
è il mistero del peccato che cade in frantumi,

E la mia carne nella tua carne,
ci elegge Santi
di un mondo che riconosce solo l’ eternità dell’ Amore.

FABIANA PERSICO

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POTREI di Fabiana Persico

Posted by on sabato, 15 marzo, 2014

Sigillo il mio sorriso
nel vento della tua forza.
Senza peso ,i pensieri oscillano 
…in quest’ aria
che ormai si tocca.
Riesumo versi dimenticati,
per rischiarare il cielo del mio volto,
che nella tua cima,
ritrova il miele
e l’ odore del mare.
La notte è sentiero di pace,
dolce è la nenia del mondo
che culla noi figli,
con chiarore di stella e di luna.
La casa sembra perdere 
ogni parete,
e tu , Dio delle stelle,
riversi le tue fresche acque,
dentro queste pareti assenti.
Potrei coprirti di fragole
e di baci in un istante
e mostrarti ogni frutto del cielo,
nei rami preziosi delle mie carni;
e invece è il silenzio che mi coglie,
in questo universo muto,
cantano i mari e le stelle di ogni nostra bellezza.
Ecco ,
è svelato il mistero,
sono svelati tutti gli inganni,
nei miei capelli assolati
e nei gigli preziosi
delle tue labbra 
ogni verità del creato 
ed è casta ,
preziosa ,densa di ogni bianco possibile 
questa verità.
Tu sei l’ Amore ,
sei il mistero di ogni paradiso terrestre ,
sei la mela non colta ,
sei un serpente mite ,
che non riconosce nessun peccato ,
nessuna paura ,
e mentre i tuoi occhi mi rivelano
ogni paradiso possibile ,
è in te ogni mio Dio 
e ogni risposta cercata .

FABIANA PERSICO

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LAMENTO PREFICO di Maria Grazia Genovese

Posted by on sabato, 15 marzo, 2014

Piango la tua morte, Amore!
A lungo, ignara,
piansi la tua Agonia.

Primum movens,
accolsi la tua voluttuosa illusione
riempiendo il vuoto di languide stanze
che di lascivia infioravi
non ponderando,
nella rinascita, 
la nembica visione.

A nulla vale, ormai,
il percuotermi
o strapparmi, a cospargerti,
dorate ciocche…

Abbandono
la diletta dimora
ed imbocco
esitante e svogliata
la vereconda via
della Saggezza.

-Maria Grazia Genovese-
Il dipinto è “Crepuscolo” di Bouguereau

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– L’inverno può tornare – di Stefano Drakul Canepa

Posted by on venerdì, 7 marzo, 2014

 

 

 

lascia ogni cosa

al vento silenzioso

di questi inverni (D)

 

 

 

La luce ora è spenta e tu non puoi entrare,

lascia questi sogni al buio degli ingordi

lascia questo mare a chi non può pregare,

la voce ormai è un sussurro silenzioso 

 

 

La notte è lunga e tremendo il suo ricordo,

trama questo vento al ritmo dell’inganno

e luce sarà un tempo che risuona i passi

nella strada chiusa dal rispetto dei ritardi

 

 

La luna è morta da anni e troppi errori,

i petali che stringono il cuoio dei serventi

non hanno più profumo né velluto nero,

le nuvole che avvolgono fiati e dimensioni

 

 

La voce è debole e tu non puoi sentire,

il flebile calore delle ossa a primavera 

ti brama nel deserto se il petto non ha pace,

la riva dell’errore rode il fiume dell’inferno

 

 

L’inverno può tornare a corrodere il tuo cielo. 

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