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Archive for novembre, 2014

E’ la mia anima, questa? di § M.ErosThanatos

Posted by on domenica, 30 novembre, 2014

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E’ la mia anima, questa?
Questo il mio sesso?
Le mie mani?
I miei occhi, son questi?

Il tempo senza età mi dilata
s_confina
rendendomi ebbra
vasta
ampia
la banalità del male
m’è fluita, restituendomi simile alla sua sostanza
e
m’è sgorgato, ingorgandomi i condotti
s’è tramutato in liquido artificiale
generando la schiuma dei giorni
e la verdesca in mezzo a divorarmi
_ma
erta a vascello
in viaggio contromano
ossimoro della tempesta
d’un dio punitivo
son diventata Io
punizione del cielo
ché l’ho fatto debitore
e nella santificazione del mio nome
ho rimesso la colpa delle stelle
ribelli
cadute
a lasciarsi code_lisciarsi piume
d’angelo espulso
nelle retrovie timorate
sulla strada dell’espiazione
processioni di mea culpa
– e cadrò per sette volte sette –
nell’universale del mio giudizio
nell’ombra e nella luce
d’un paradiso-inferno
| paraferno |
cigolii di cancelli che mi s’aprono
come la musica provata di certi cori
mentre l’osceno precipita in acido
ché la pioggia fa sul serio
inducendomi ad ultimi aliti
poiché la vita è altrove

Nell’ultime immagini
il dolore, le ombre, la magia
negli esorcismi ai miei demoni
e le stelle stanno a guardare

E’ l’amore che ti meriti?
I miei occhi, son questi?
Le mie mani?
Questo il mio sesso?
E’ la mia anima, questa?

 
 
 

SCENDE SUL CUORE…. di Michela Buonagura.

Posted by on sabato, 1 novembre, 2014

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Scende sul cuore
un passato sferzante
e reliquie di parole
divorate all’ombra del tuo dolore
turbinano nell’anima mia.

Mi sento un’allodola impagliata
dal canto strozzato.
Ma ancora ardono gli occhi
e inseguono i raggi ciarlieri
nelle fosche note
di questo livido chiarore.

Michela Buonagura
dalla raccolta – Distesa sulla luce dell’Alba –


Reyhahneh Jabbari. di Fabiana Persico

Posted by on sabato, 1 novembre, 2014

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Si perdono i luoghi remoti di pace,
scava avida la mediocrità
nelle menti dell’ uomo,
nulla è possibile,
se l’ amore sopito
sembra un cadavere parlante,
un manichino in vetrina
che rende onore
a pietre d’oro,
scagliate da fratello a fratello.
La bottega del cuore
non ha più merci da vendere
ed è un mercato oscuro
questa terra
popolata da venditori di dolore.

Ma non temere,
mia dolce bambina,
se si pugnala un fiore
la primavera non muore.

Cerco ogni senso,
in questa tua morte feroce,
l’insulto dell’ uomo
rinuncia a quel Dio
che vollero aguzzino,
assassino di vita e d’amore.
Mi inchino a te,
con il capo coperto
da bellezza perduta
e caduca speranza.
Celebro i tuoi pochi giorni
ed è respiro di vita questo mio comiato.

Piccolo splendore del giorno,
dimentica gli umani pugnali,
la sciocca arroganza dell’ uomo
si spegne
nelle tue stelle,
in quel tuo sorriso pacato,
nelle tue unghie dipinte di vita,
carnale tela di Dio.
Qui ti lascio,
tra speranza e stelle,
tra l’ alba e il tramonto,
dove il tuo sangue
è solo l’ inchiostro
di un dipinto del divino amore.

FABIANA PERSICO